Cari amici

10/9/14

Cari amici,
oggi abbiamo accolto nella clinica un ammalato di cancro,un sacerdote congolese degli Oblati di Maria Immacolata,parroco di un insieme di villaggi nel cuore del Chaco chiamato “un inferno verde”.
Per me e’ stata una grazia perche’ la clinica ha come fine principale : pregare e offrire la vita per i sacerdoti non solo, ma anche accogliere religiosi delle congregazioni gravemente ammalati e che le stesse congregazioni non hanno sacerdoti che possano fare compagnia.
Per questo e’ una grazia grande ;
questo ospedale che come ha detto il Papa “prima si cura le ferite e dopo si guarda il colesterolo”.
Una vera sfida per il “mondo dei protocolli”!
Morire in un luogo cosi rende piu’ semplice morire.
Permettetemi una richiesta : siamo nel mese missionario per cui oltre che chiedervi tante preghiere, mi permetto di contare sull’obolo della vedova del vangelo.
Ringrazio a quanti ogni mese sono fedeli a questo gesto fatto a Gesu’ che chiede.
Io sono solo quello che scrive.
Mi permetto di inviarvi gli estremi dei due luoghi dove potete inviare il vostro contributo.
Che la Madonna ci protegga.
Padre Aldo

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Cari amici

10/25/14

Cari amici voglio condividere con voi quanto il Nuncio Apostólico disse ieri será a un grupo di parroquiani dopo la mesa in onore del Santo Patrono, San Rafael: “Sono stato dal Santo Padre il quale la prima cosa che mi chiese ancor prima di incominciare a parlare é stata “Come sta Padre Aldo?”.

Una domanda che mi riempie di gioia particularmente in questi tempi. Se poi verra da queste parli il prossimo anno saró felice se inaugurerá l´ospedale, il Nuncio fará la sua parte.

Pregate per me la Modonna. Un`altra cosa bella e´che il Nuncio durante la omelia si é ricordato di Padre Paolino esaltando la belleza della Parroquia. Belleza che é il frutto di una lunga educazione, di un camino che ha visto come protagonista P. Paolino. Non e´da una croce che é nato e cresciuto questo popolo ma un avvenimento che é incominciato con P. Lino 25 anni fa.

Ringrazio quanti ci stanno aiutando in questa bella aventura.

P.Aldo

Cari amici

11/20/14

Cari amici,
La vita e´un camino e per questo e´un susseguirsi di miracoli. Domenica alcune della mie figlie hanno fatto la prima comunione. Eravano tutti felici perché dentro le ferite che portano nel corpo en el cuore un avvenimento ci riempie di gioia. Arriva il momento del pranzo. Tutto é per fettamente organizzate, in ogni dettaglio. Incominciamo a mangiare e ci rendiamo conto che manca il pane “Padre, non c´é piú pane”. In quel momento sono le ore 13 una persona bussa alla porta. Una ragazza va ad aprire. Sorpresa: E´uno sconosciuto con nell mani due grandi borse di pane. Consegna il pane e se ne va senza dire una parola.
Amici, la vita e´una questione: crediamo davvero alla Divina Provvidenza? Tutti i giorni sono testimonio di questa veritá. Alcune settimane fa ci siamo trovarti una domenica con il cibo insufficente per gli ammalati. La cuciniera e la volontaria si spaventano. Quale e´stata la única risposta “Andiamo davanti al Santissimo chiedendole che intervenga. Non passano 10 minutiche suona il campanello, era una sigora con due sporte piene di viveri.
P.Aldo

Cari Amici

Cari amici,
Oggi la Unicredit mi ha mandato il rendiconto del mese missionario, octubre. Grazie di cuore del 8.900 euros, frutto di un sacrificio fatto con amore a Gesú. Guardando l´elenco dei benefattori amici mi venivano in mente i fioretti di cui i miei genitori fin da piccolo mi insegnavano l´importanza per imparare la caritá. E dé stata una grazia perché non sono mai stato attaccato ai soldi. A questa está mi rendo conto che se la Cristo non arriba al portafoglio é una astrazione, ringrazio infine la Onlus “Da Zero a Uno” che ha mandato 15.000 euros. Che bello e che consolazione il vangelo di domenica Festa di Cristo Rei: “Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”.
Per me e´una allegria sapere che quando moriró saró giudicato sulla caritá. Dio voglia che lo sia per tutti. Presto mi permettoró di chiedermi il regalo natalizio. Un padre non si vergogna mai di mendicare per i figli. La scorsa settimana sono stato anche al Senato a tendere la mano. Quando mi vedono arrivare giá sanno il perche e mi accolgono molto bene e poi chi piú chi meno ci aiuta. Da alcuni anni il Congresso e´diventato per me un luogo in cui e´l´unica cosa che mi interessa e che conocano Gesú.
Con affetto.
Padre Aldo

Cari Amici

Cari amici, domenica 21 giugno abbiamo celebrato un altro matrimonio nella cappella della nostra clinica .

Lei, ammalata di cancro, e’ morta alcuni giorni dopo.

Il convivente sapendo della gravità della compagna d’accordo con lei ha voluto tenacemente ricevere il sacramento del matrimonio.

La donna ha così motivato la decisione: “ Voglio morire in pace “. Un ritornello frequente che ci commuove tutti.

Uno potrebbe dire: ma perchè un matrimonio-sacramento a una ammalata terminale?  “ Voglio morire in pace” cioè consegnata all’amore di Dio  che si fa presente nel Sacramento.

In tutti questi anni in cui ho accompagnato 1400 persone  a morire ho visto con i miei occhi  che il matrimonio ha una dimensione eterna strettamente legata alla propria sessualità e una dimensione contingente legata alla genitalità. La genitalità è una forma nella quale si manifesta la sessualità.

L’errore più grosso è quello di ridurre  la sessualità alla genitalità. La sessualità è una dimensione ontologica  dell’essere umano mentre la genitalità è uno degli aspetti fenomenologici della stessa.

Una cosa bellissima è che è la Madonna a dircelo. Lei è stata assunta in cielo  conservando il Suo essere femminile . Questo mi conforta perché quando morirò voglio vedere mia mamma, mio padre. Non posso pensare che saranno uno dei milioni di angioletti che volano intorno alla Trinità.

Diceva Chesterton “ Chi si divorzia non si è mai sposato”, e, aggiungo, non ha mai sperimentato quella dimensione amorosa per cui i due sono una carne sola. Quanti si sposano prima di morire nella loro semplicità, dopo una vita di concubinato mi fanno capire che l’amore legato alla sessualità è per sempre. Se non fosse così non mi chiederebbero il matrimonio.  Uno dei dolori più grandi lo sperimento quando arrivano alla clinica giovani donne ammalate di cancro al seno o alle parti intime del corpo e mi dicono: “ Padre, il mio compagno mi ha portato in ospedaledicendomi  “adesso non mi servi più “ “

Posso sbagliarmi  ma sono sempre più convinto  che la maggioranza di quelli che dicono di volersi bene  confondono l’amore con quella attrazione  tipica di ogni animale e lo vedo quando per esempio una donna ha un tumore nei genitali o al seno per cui è necessario intervenire con il bisturi. Al dramma della malattia si aggiunge quello della sua femminilità. La maggioranza assoluta delle donne giovani che vengono a morire qui sono abbandonate dal compagno: “ non mi servi più”.

La gratuità, che è una delle caratteristiche della sessualità, è totalmente assente.

Quanto scritto è solo il frutto del mio convivere con gli ammalati, perché di teologia o di morale sono  sempre stato e continuo ad esserlo, un asino.

P.AldoEris y Devanice